LA MALATTIA DI LYME E IL DIRITTO ALLO STUDIO 

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Per un ragazzo in età scolastica  affetto da Malattia di Lyme, può diventare molto difficile continuare il regolare percorso di studi a causa della patologia che spesso impone dei periodi di ricovero in ospedale. In questo caso il paziente può avvalersi del servizio previsto dalla scuola in Ospedale.

In altre occasioni invece, le difficoltà sorgono perché la frequenza scolastica non riesce invece ad essere più regolare; la  frequenza scolastica si intervalla a periodi di assenza di durata imprevedibile. Per lo studente, diventa molto difficile mantenere il nesso con il lavoro svolto dai docenti e lo studio individuale svolto a casa. Anche le relazioni con il gruppo classe “soffrono” di queste improvvise e continue interruzioni.

L’istruzione domiciliare permette di garantire agli alunni, che si trovano nell’impossibilità di recarsi a Scuola per gravi motivi di salute, il diritto all’Istruzione e all’Educazione. La malattia di Lyme rientra nell’elenco delle patologie per cui è possibile fare richiesta per l’attivazione dell’istruzione domiciliare.

 QUANDO SI PUO’ CHIEDERE L’ISTRUZIONE DOMICILIARE.

L’istituzione scolastica deve organizzare questo servizio per gli alunni frequentanti le scuole di ogni ordine e grado, ad esclusione della scuola dell’infanzia  qualora ricorrano le seguenti condizioni:

  • Dopo un periodo di ospedalizzazione;
  • Essere sottoposti a terapie tali da non permettere la frequenza scolastica per un periodo di almeno 30 giorni;
  • Essere affetti da una di queste patologie:

 

  • Patologie croniche invalidanti, che comportano l’allontanamento periodico dalla scuola.
  • Patologie onco-ematologiche.
  • Malattie o traumi acuti temporaneamente invalidanti.
  • Patologie o procedure terapeutiche che richiedono una terapia immunosoppressiva prolungata, oltre il periodo di ospedalizzazione, tale da impedire una normale vita di relazione, per l’aumentato rischio di infezioni.
  • Le dette patologie devono essere dettagliatamente certificate dalla struttura ospedaliera in cui l’alunno è stato ricoverato, così come il periodo di impedimento alla frequenza scolastica.

Il servizio d’istruzione domiciliare per studenti colpiti da gravi patologie è presente su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dalla presenza di strutture sanitarie pediatriche e riguarda tutti gli ordini e gradi di scuola. Esso si connota come una particolare modalità di esercizio del diritto allo studio, che ogni scuola deve poter e saper offrire in caso di richiesta documentata da parte dei genitori, pur nel rispetto delle prerogative contrattuali dei docenti. Come tale, deve essere prevista all’interno del Piano dell’Offerta Formativa di ogni scuola.

 

QUALI SONO GLI UFFICI PREPOSTI

L’istruzione domiciliare è gestita dagli Uffici Scolastici Regionali competenti per territorio, che valutano i progetti delle scuole e procedono all’eventuale stanziamento di risorse. 

http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/scuola-in-ospedale

COME ATTIVARE IL PROGETTO DI ISTRUZIONE DOMICILIARE

La struttura sanitaria  pubblica,  o specialista di struttura pubblica, o medico di base (anche pediatra) che ha in carico il paziente procederà alla compilazione dell’apposito Modello “S” che attesta la prevedibile assenza dalle lezioni per periodi superiori ai 30 giorni anche senza soluzione di continuità.

La famiglia dell’alunno compilerà invece il Modello “G” che contiene la dichiarazione di disponibilità della famiglia dell’alunno a ricevere l’Istruzione domiciliare.

Questi 2 modelli devono essere scansiti e inviati alla scuola Polo all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

La Scuola di appartenenza dell’alunno affetto da patologia procede alla realizzazione, di un progetto formativo per l’alunno, debitamente approvato dal consigli di classe, che indichi i docenti coinvolti e le ore di lezione.

Le ore settimanali da far svolgere agli allievi cambiano a seconda dell’ordine di scuola di appartenenza:

  • 4/5 ore per la scuola primaria;
  • 6/7 ore per la scuola secondaria di 1° grado;
  • 6/7 ore per la scuola secondaria di 2° grado.

Sono, infine, previste attività di formazione a distanza per quelle discipline che non sono oggetto d’istruzione domiciliare.

Tutti i periodi d’istruzione domiciliare sono utili, ai sensi del D.P.R. n. 122/09, ai fini della validità dell’anno scolastico.

La gestione dell’istruzione domiciliare è propria degli Uffici scolastici regionali, che annualmente stanziano i fondi necessari ed emanano delle indicazioni in proposito.

DOCENTI COINVOLTI NELL’ISTRUZIONE DOMICILIARE

L’insegnamento nei suddetti percorsi è affidato a quei docenti della scuola di provenienza dell’alunno che danno la disponibilità a svolgere ore aggiuntive;

Qualora nessun docente della scuola di provenienza dell’alunno abbia dato la propria disponibilità a svolgere ore aggiuntive, il dirigente scolastico  potrà reclutare personale esterno, avvalendosi eventualmente dell’aiuto delle scuole con sezioni ospedaliere dell’ambito territoriale provinciale e regionale competente.

 

PROGETTO DIDATTICO

Nella realizzazione del progetto, degli obiettivi da conseguire e delle metodologie da adottare, si deve tener presente della particolare situazione in cui si trova l’alunno: patologia, terapia, situazione scolastica precedente, contesto familiare. Pertanto, bisognerà porre in essere strategie volte a conseguire obiettivi sul piano didattico e, soprattutto, sul piano della qualità della vita dell’alunno.

Bisogna, inoltre, considerare i limitati tempi di applicazione allo studio e i limiti fisici e psicologici.

È necessario, infine, evitare che il rapporto uno a uno, insegnante-allievo, ponga l’alunno in una situazione di isolamento, che deve essere evitata tramite l’uso delle moderne tecnologie (chat, video conferenza, posta elettronica …) e, laddove possibile, tramite le visite dei compagni.

 

Riferimenti

Il principale riferimento ministeriale, relativamente all’attivazione di percorsi d’istruzione domiciliare, è il vademecum per l’istruzione domiciliare 2003 (in attesa che sia emanato un apposito Decreto Interministeriale), che fornisce indicazioni relative ai soggetti beneficiari, agli aspetti medico-psicologici, amministrativi, tecnologici e metodologico – didattici.

Chiudiamo questo spazio riportando quanto si legge nel sito del MIUR in merito alla scuola in ospedale e all'istruzione domiciliare  :

L'attività didattica rivolta ai bambini ricoverati nelle strutture ospedaliere riveste un ruolo estremamente rilevante in quanto garantisce ai bambini malati il diritto all'istruzione e contribuisce al mantenimento o al recupero del loro equilibrio psico-fisico” ( C.M. n. 345 del 12 gennaio 1986). 

Il servizio didattico offerto si presenta come parte integrante del processo terapeutico e non risponde solo ad un diritto costituzionalmente garantito; esso contribuisce, infatti, al mantenimento e al recupero psicofisico degli alunni, tenendo il più possibile vivo il tessuto di rapporti dell'alunno stesso con il suo mondo scolastico ed il sistema di relazioni sociali ed amicali da esso derivanti.

L’importanza dell’istruzione domiciliare, dunque, come leggiamo nella premessa della circolare MIUR n. 56 del 4 luglio 2003, non è relativa soltanto al diritto all’istruzione ma anche al recupero psicofisico dell’alunno grazie al mantenimento dei rapporti con il mondo della scuola: insegnanti e compagni.

Per chi fosse interessato alla procedura dell'istruzione domiciliare e volesse maggiori informazioni o un aiuto in sede di attivazione, si può rivolgere all'Associazione che fornisce indicazioni più dettagliate.

 

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