Malattia di Lyme e Coinfezioni
Nella malattia di Lyme possono coesistere altre infezioni (dette coinfezioni), le quali per sinergismo possono esacerbare la malattia e provocare sintomi simili. Le coinfezioni possono essere trasmesse insieme alla B. Burgdoferi attraverso il morso di una zecca.
Le coinfezioni rivestono un’importanza epidemiologica poiché in differenti aree geografiche esistono diversi vettori che possono co-trasmettere patogeni diversi oltre alla Borrelia; inoltre hanno un’importanza clinica e terapeutica potendo mimare, alterare e/o esacerbare le manifestazioni della malattia di Lyme e concorrere a fenomeni di resistenza terapeutica. Non da ultimo occorre considerare il risvolto economico delle coinfezioni, che possono aumentare i costi sanitari soprattutto nelle fasi tardive.
Numerose sono le coinfezioni nella malattia di Lyme, come si evince dalla Tabella 1. La lista è comunque sempre in continuo aggiornamento per l’emergere di nuovi patogeni. Di seguito vedremo alcune delle più frequenti coinfezioni.
da "Il Dermatologo" 2018
Tabella 1. Principali coinfezioni nella malattia di Lyme
- Anaplasmosis – Anaplasma
- Babesiosis – Babesia
- Bartonellosis – Bartonella
- Bartonella quintana
- Borrelia miyamoto
- Brucellosis – Brucella
- Bouttonneuse fever
- Chlamydophila Pneumonia
- Colorado tick fever
- Eastern tick-borne Rickettsiosis
- Ehrlichiosis – Ehrlichia
- Mycoplasmosis – Mycoplasma
- Powassan virus
- Q Fever
- Rickettiae
- Rocky Mountain spotted fever
- Tick Paralysis
- Tick-borne encephalitis
- Tickborne Relapsing Fever
- Tularemia
ANAPLASMOSI UMANA
L’anaplasmosi umana è un'infezione causata da un batterio intracellulare, l’anaplasma phagocytophilium, che infetta i granulociti (Figura 1). L’anaplasmosi rappresenta un'importante coinfezione del Lyme in USA. In Europa è più rara, ma alcuni studi in Nord Italia e similmente in Polonia e Olanda hanno constatato che circa il 24% delle zecche era co-infettato con A. phagocytophilium o E. chaffeensis.
Figura 1
Anaplasmosi ed Erlichiosi umane
La zecca ha come principale reservoir i roditori e, dopo una latenza di 7-10 giorni, può determinare un quadro clinico di sindrome influenzale a diversa gravità. Inoltre, sono indicativi i dati di laboratorio di leucopenia, trombocitopenia e alterazioni degli enzimi epatici. La diagnosi, oltre che clinica e laboratoristica si può basare sulla sierologia, che però diventa positiva dopo 2-3 settimane dall’infezione o sulla dimostrazione del batterio su sangue tramite PCR, che ha una sensibilità del 60-80%.
La terapia di prima linea prevede l’utilizzo della doxiciclina per 10-14 giorni, o, come seconda linea, rifampicina e levofloxacina.
BABESIOSI
La Babebiosi, analogamente all’Anaplasmosi umana, è un’importante coinfezione negli Usa (dove è causata principalmente da B. microti veicolata dalla zecca Ixodes scapularis), e non in Europa (dove i patogeni più frequenti sono B. divergens e B. duncani che hanno come vettore la zecca Ixodes ricinius). L’infezione è causata da un protozoo che parassita gli eritrociti con conseguente lisi cellulare.
Dal punto di vista clinico l’infezione si presenta con febbre, brividi, artro-mialgie e sintomi gastrointestinali. La diagnosi si completa con la conferma del patogeno tramite PCR su striscio di sangue periferico, che ha un’elevata sensibilità, ma spesso richiede prelievi ripetuti.
La terapia si basa sull’utilizzo di atovaquone e azitromicina o clindamicina e chinino, e va prolungata fino a 6 settimane nei casi più gravi che si verificano di solito nei pazienti immunocompromessi.
RICKETTIOSI
Diversi tipi di Rickettiosi causate da differenti tipi di Rickettiae sono state riconosciute in tutto il mondo (nel territorio regionale del FVG è stata evidenziata la presenza di Rickettia helvetica, Rickettia monacensis e Rickettia limoniae). La trasmissione può avvenire non solo con il morso di zecca, ma anche attraverso pulci e acari.
Le rickettiae sono microrganismi gram-negativi, non sporigeni e parassiti intracellulari obbligati.
Distinguiamo 3 sottogruppi:
- Gruppo "Tifoide"
- Gruppo "Spotted Fever Group» «Febbre bottonosa"
- Gruppo "Tick-borne lymphadenopathy"
Negli USA la forma più frequente è la ”Febbre delle montagne rocciose”, mentre in Europa (soprattutto nelle regioni del sud) la più importante rickettiosi è la “Febbre bottonosa mediterranea” causata da Rickettia conorii.
I sintomi tipici dell’infezione da Rickettiae sono una caratteristica lesione in sede di morso di zecca, ad evoluzione necrotica (Tâche noir) (Figura 2) con eruzione cutanea generalizzata papulo-petecchiale, febbre, cefalea e dolori muscolari.
La diagnosi si basa sull’identificazione delle Rickettiae su sangue o tessuti tramite PCR. La terapia di prima linea si attua con doxiciclina.
Infezione HTBRF
L’infezione HTBRF - HARD TICK-BORNE RELAPSING FEVER - è causata dalla Borrelia miyamotoi, trasmessa dalla zecca Ixodes e diffusa in Europa, America, Asia, Africa e Oceania. In Italia è stata identificata nelle Alpi nord-orientali e nord-occidentali.
La clinica può mimare le manifestazioni della malattia di Lyme, presentandosi con febbre elevata ricorrente, artro-mialgie, meningite, leucopenia e piastrinopenia e aumento degli enzimi epatici. L’erythema migrans si verifica di solito solo se c’è un’infezione mista con B. burgdoferi. Inoltre, può essere simile ad altre encefaliti da zecca e alla neuroborreliosi.
Da un punto di vista diagnostico sono utili le sierologie (ELISA e Western Bloe) basate sul rilevamento di anticorpi verso la proteina GlpQ altamente conservata in B. miyamotoi e assente in B. burgdoferi, che sono però inficiate da una possibile reattività crociata con B. burgdoferi soprattutto in fase tardiva. Esiste poi la PCR con sonda specifica per HTBRF.
La terapia, poiché B. miyamotoi risponde poco ad amoxicillina, si basa sull’utilizzo di doxiciclina.
Dott.ssa Cinzia Buligan
Dirigente medico Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale (ASU FC)
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